Carne con bisolfito che sembra fresca

Nei mesi scorsi i Nas dei carabinieri con l'aiuto dell'Asl hanno individuato nel torinese carni trattate col bisolfito (di sodio) per farle sembrare fresche.

Delle 60 macellerie ispezionate erano 16 quelle che utilizzavano il bisolfito, per un totale di 570 chilogrammi di prodotti sequestrati e relative denunce per frode in commercio.

Purtroppo in Italia il problema non riguarda solo la carne ma anche il pesce. L'Anidride solforosa su carne e sul pesce, spesso trovate in grandi quantità, è un additivo alimentare usato per rendere esteticamente appetibili gli alimenti e, purtroppo, non viene sempre indicato nelle etichette: questo è quanto emerge dal Piano nazionale additivi redatto dal Ministero della Salute che ha riguardato anche il controllo degli additivi nei nostri alimenti. Nel periodo 2016-2018 sono stati analizzati migliaia di prodotti ed additivi.
I cibi maggiormente analizzati sono stati carni, bevande, prodotti ittici e ortofrutticoli. 

"Le non conformità riscontrate dall'analisi sono riconducibili al superamento dei limiti di utilizzo dell’additivo alimentare in prodotti a base di carne (nitrati) ed in prodotti ittici (solfiti), nonché all’uso illegale di additivi alimentari in carni fresche (solfiti, nitrati, coloranti) e prodotti ittici (solfiti, nitrati)".

 

Dose minima consigliata di anidride solforosa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica la dose giornaliera "accettabile" in 0,7 milligrammi per chilo di peso corporeo. La dose considerata letale è dell'1,5 grammi per chilo di peso corporeo. Se si rispettano le dosi consigliate non vi sono particolari effetti o rischi per le persone in salute. Ma un'elevata assunzione - che può verificarsi soprattutto perché non sempre viene specificato nelle etichette la sua presenza - può portare a sintomi quali mal di testa, mal di stomaco e vomito. In coloro che soffrono d'asma potrebbe anche portare una contrazione delle pareti bronchiali (broncospasmo).

 

lL Direttiva CE sugli allergeni n.89 del 2003 rende obbligatorio indicare la presenza di solfiti e anidride solforosa quando la concentrazione è superiore ai 10 milligrammi per litro oppure ai 10 milligrammi per chilogrammo.

 

Quanta carne mangiano gli italiani

Secondo una campagna informativa lanciata da Assocarni, il 48,6% degli italiani, ovvero uno su due, mangia carne (bovina) 2 o 3 volte alla settimana e il 32,9% una sola volta a settimana, mentre il 2,3% non mangia carne.

In Italia il consumo annuo di carne pro capite è di 78 kg (19 kg di carne bovina, 19 kg di pollame e 40 kg di suino considerando anche gli insaccati). Il continuo aumento del consumo di carne suina rispetto alle altre probabilmente è da ricondurre al minor costo sul mercato.

 

La carne rossa fa bene?

In particolare la carne bovina, grazie al suo contenuto di elementi nutritivi come proteine, vitamine, sali minerali e lipidi, è un alimento importante per una dieta varia ed equilibrata. Mangiare 100 grammi 1 o 2 volte a settimana può offrire un ottimo contenuto di sali minerali come il ferro e importanti vitamine del gruppo B (B1, B2, B6, B12).

 

Allevamenti sostenibili in Italia

In Italia vi sono realtà produttive di allevamenti sostenibili per il territorio e per l’ambiente.

Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) le emissioni di gas serra, in Italia, relative alle realtà zootecniche e quindi di carne, latte e uova, sono il 14% del totale, quello relativo in specifico alle carni bovine pesa per circa il 10%,  non a caso l’Italia può contare su modelli zootecnici più sostenibili rispetto al resto del pianeta.

 

Come riconoscere gli additivi

Nelle etichetta dei prodotti confezionati si possono trovare indicati i codici da E220 a E228.

Più in specifico:

E220 – Anidride Solforosa

E221 – Solfito di Sodio

E222 – Bisolfito di Sodio

E223 – Metabisolfito di Sodio

E224 – Metabisolfito di Potassio

E225 – Solfito di Potassio

E226 – Solfito di Calcio

E227 – Bisolfito di Calcio

E228 – Solfito Acido di Potassio

 

Per saperne di più sugli additivi alimentari 

 

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