Leggere le etichette

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Secondo l’attuale legislazione, è obbligatorio elencare tutti gli ingredienti in ordine di quantità rispetto al totale compresi acqua, additivi alimentari e aromi (Qual è la differenza tra aromi e aromi naturali?).

Lo zucchero, ad esempio, a volte è l'ingrediente principale, e viene inserito in varie "forme" (es. destrosio, sciroppo di glucosio, maltitolo, ecc.) per non farlo apparire come primo ingrediente nella lista della tabella. La lista deve includere anche ogni componente di un “ingrediente composto” (ad esempio per una merenda al cioccolato bisognerà elencare, oltre agli ingredienti della merenda, tutti gli ingredienti con cui è stato fatto il cioccolato.

Inoltre è stata stilata una lista di 12 ingredienti, che costituiscono dei potenziali allergeni, che devono comparire chiaramente sulle etichette alimentari.
 

 

 

ADDITIVI

Leggendo attentamente le etichette degli alimenti è possibile scovare la presenza degli additivi alimentari che tutto sono tranne che ingredienti naturali.

Quando sull’etichetta di un prodotto compare la lettera "E" seguita da un numero a 3 cifre, ad esempio E 212, significa che quel prodotto contiene l'additivo chimico autorizzato dall’Unione Europea.

Gli additivi vengono utilizzati dall'industria alimentare per conservare più a lungo e per rendere l'aspetto degli alimenti più invitante per il consumatore.

Una cosa è sicura: più additivi chimici ci sono all'interno di un prodotto e meno materia prima c'è. Meno additivi mettono e più naturale sarà il prodotto.

 

Molti alimenti a noi familiari ci apparirebbero diversissimi se non fossero presenti gli additivi:

ad esempio le bevande analcoliche, senza i coloranti, apparirebbero incolori;

il budino senza gelificanti sarebbe liquido;

la margarina senza coloranti ed emulsionanti ci apparirebbe come un ammasso grigiastro di liquido e grasso;

le caramelle sarebbero bianche o translucide;

le patatine senza gli antiossidanti non rimarrebbero croccanti a lungo;

la birra industriale senza lo stabilizzatore di schiuma non farebbe alcuna schiuma nel bicchiere;

molti alimenti sarebbero insapori ed avrebbero un aspetto tutt'altro che appetitoso.

Gli additivi sono generalmente sostanze chimiche prive di valore nutritivo, e non devono essere confusi con i coadiuvanti tecnologici, come ad esempio i solventi impiegati nell'estrazione degli oli, che invece non vengono riportati sull'etichetta. La normativa italiana specifica che gli additivi alimentari devono essere utilizzati ad una dose non superiore a quella necessaria, "quanto basta" per raggiungere lo scopo prefissato anche nei casi in cui non sia stabilita una dose massima per il loro impiego.

Sono pochi gli alimenti ai quali non è consentito addizionare alcun additivo, nel processo produttivo (latte fresco pastorizzato, olio vergine di oliva, yogurt al naturale, zucchero, miele e paste alimentari secche). 

 

Allergeni

L'elenco stabilito dalla U.E. dei potenziali allergeni che devono essere indicati nelle etichette degli alimenti annovera:

Cereali contenenti glutine (per esempio chicchi di grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ibridi) e prodotti derivati dai cereali.

Crostacei e prodotti a base di crostacei.

Uova e prodotti a base di uova.

Pesce e prodotti a base di pesce.

Arachidi e prodotti a base di arachidi.

Soia e prodotti a base di soia.

Latte e prodotti a base di latte (incluso il lattosio).

Frutta secca, come mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci africane (Junglans regia), anacardi (Anacardium occidentale), noci Pecan (Carya illinoiesis (Wangenh.) K. Koch), noci brasiliane (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci di Macadamia e di Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti a base di frutta secca.

Sedano e prodotti a base di sedano.

Senape e prodotti a base di senape.

Semi di sesamo e prodotti a base di sesamo. Diossido di zolfo e solfiti in concentrazione superiori a 10 mg/Kg o 10 mg/l espressi come SO2.

 

 

Qual è la differenza tra Aromi naturali e Aromi? 

Molto spesso tra gli ingredienti di un prodotto troviamo scritto: Aromi o Aromi naturali.

La principale differenza tra aromi naturali ed artificiali consiste nel fatto che agli aromi naturali appartengono gli aromi ottenuti attraverso diversi procedimenti (tra cui la distillazione e l'estrazione con solventi) da ingredienti naturali (ad esempio l'essenza di limone estratta dalla scorza degli agrumi). Mmentre gli aromi (artificali) sono tutti quelli ottenuti per sintesi chimica e che imitano gli originali presenti in natura.

La normativa Europea di identifica 3 categorie di aromi:

- aromi naturali estratti da prodotti naturali

- aromi natural-identici ottenuti per sintesi chimica, ma uguali a prodotti presenti in natura

- aromi artificiali ottenuti per sintesi chimica e non presenti in natura.

 

Per sintetizzare in base alla legislazione europea è sufficiente scrivere solo “aroma” quando sono creati chimicamente (artificiali o natural-identici). Se si tratta di un aroma naturale, l’etichetta segnalerà “aromi naturali” o ne specificherà il tipo (ad esempio “Aroma di aceto di malto”). ANche nel caso si tratti di un aroma naturale identico o artificiale, l’etichetta riporterà semplicemente la parola “aroma”.

 

 
ww.fda.gov/Food/FoodScienceResearch/LaboratoryMethods/ucm2006954.htmalimentari.
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